SIEMENS: PMI 4.0, più formazione a chi le guida

SIEMENS: PMI 4.0, più formazione a chi le guida

Intervista a Giuliano Busetto, Country Division Lead Digital Factory e Process Industries and Drives

Vincere le resistenze dell’imprenditore alla conversione 4.0 si può facendogli percepire la trasformazione digitale e gli strumenti informatici come mezzo di risparmio ed “efficientamento”, o come un’occasione di sviluppo di nuovo business e professionalità.

Nel 2013 avete dichiarato che l’industria 4.0 era “futuro”: stiamo ancora creando questo futuro o possiamo dire che è diventato presente?
È certamente il presente, ma sarà anche il futuro. Siemens ha risposto alla trasformazione digitale in atto con il proprio portafoglio Digital Enterprise e più recentemente con il lancio di Mindsphere per rendere digitali le aziende nostre clienti. Nonostante il sentire diffuso che vede l’imprenditoria italiana ancora lontana dai temi della trasformazione industriale che porta alla fabbrica 4.0, l’esperienza dell’ultimo anno, maturata nell’ambito della collaborazione con le associazioni industriali italiane e presso i nostri clienti, ci induce ad essere ottimisti perché riscontriamo un accresciuto interesse per questi temi. In Italia abbiamo fatto dei passi in avanti importanti.

Avete stabilito delle linee strategiche su cui puntare a partire da quest’anno, definendole Vision 2020: qual è l’obiettivo che vi siete posti nell’ambito della digitalizzazione?
Siemens ha l’obiettivo di crescere a doppia cifra, ogni anno fino al 2020, nei mercati del software, dei servizi digitali e delle piattaforme cloud. Nell’esercizio fiscale 2016, abbiamo generato un fatturato mondiale di oltre un miliardo di euro con i servizi digitali e di circa 3,3 miliardi con le soluzioni software; un incremento annuale di circa il 12%, ben al di sopra della crescita annua del mercato di riferimento che si attesta attorno al 8%. MindSphere è una fondamentale leva di crescita. Ci permette, per la prima volta, di offrire ai clienti, di ogni settore, dall’industria ai servizi ferroviari, un sistema operativo aperto per l’internet delle cose, basato su cloud, che rende inoltre possibile lo sviluppo e il funzionamento di app e servizi digitali. Siamo convinti che la digitalizzazione non sia un’opzione ma una trasformazione che ogni azienda dovrebbe fare per rimanere competitiva.

Considerate la digitalizzazione una leva per lo sviluppo industriale: ma come lavorate con le piccole imprese italiane per offrire loro una versione dell’industry 4.0 economicamente sostenibile?
II fattori abilitanti che rendono possibile questo cambiamento sono vari e vanno dalla disponibilità e qualità delle soluzioni tecnologiche, alle infrastrutture digitali, alle competenze umane e agli investimenti finanziari. Le implicazioni sono enormi non solo per i sistemi produttivi, ma anche per il mondo del lavoro e le economie in senso lato che impattano su una realtà industriale italiana affetta da molteplici criticità.
Le piccole e medie imprese, in particolare i costruttori di macchine, devono necessariamente essere parte di questo processo e per consentire loro di sfruttare appieno le opportunità offerte dal progredire delle nuove tecnologie, forniamo strumenti adeguati alle loro specifiche realtà. Un esempio su tutti è la soluzione completa e unica della catena CAD-CAM/CNC per l’Additive Manufacturing che, sotto la spinta di cicli di innovazione più brevi e della produzione di massa di prodotti personalizzati, sta assumendo maggiore rilevanza nella produzione di nuove geometrie e forme con tecnologie additive e sottrattive oltre che nella ricerca di nuovi materiali.

Le aziende che come voi si impegnano per far sì che l’Industria 4.0 non sia solo una teoria astratta devono tenere in considerazione la diversità economica e industriale di ogni paese per progettare soluzioni ad hoc: come si differenzia l’Italia rispetto al resto d’Europa?
La vera leva, che hanno i produttori europei per competere a livello internazionale contro i Paesi a basso costo del lavoro, è di espandere al massimo l’adattabilità produttiva, ossia la capacità di adeguarsi in tempi il più possibile brevi alla volatilità delle richieste del mercato. Questo significa l’integrazione spinta di tutte le risorse che concorrono alla generazione del valore. Nei prossimi anni assisteremo sempre di più all’introduzione in fabbrica di sistemi “cyber- fisici” che coadiuveranno le risorse umane espandendone le capacità e permettendo di realizzare dei sistemi di produzione strutturalmente flessibili e adattabili.
Il primo ostacolo che le aziende trovano nell’imboccare la strada della trasformazione in senso 4.0, prima ancora che tecnico, è culturale e consiste nel percepire la trasformazione digitale e gli strumenti informatici come mezzo di risparmio ed “efficientamento”, piuttosto che un’occasione di sviluppo di nuovo business e professionalità. Per invertire la tendenza e fare in modo che le PMI Italiane sfruttino appieno le opportunità e la capacità di sviluppare un business migliore, offerte dalle moderne tecnologie informatiche, sarà necessario lavorare per migliorare la conoscenza e l’esperienza specifiche del singolo imprenditore affinché acquisisca la confidenza e la consapevolezza necessaria per utilizzare le nuove tecnologie trasformando un costo puro in valore e opportunità per il business.

Quali sono le vostre partnership più significative e quali sono i progetti a cui state lavorando con loro?
La PMI che intende innovare i processi e i prodotti in genere fatica a raggiungere tutti gli obiettivi se non affidandosi alle competenze di un gruppo come Siemens, attivo da tempo sul fronte della digitalizzazione e di ciò che separa presente e futuro. Ed è ciò che è successo ad esempio con la macchina Pulsar 351 di Easysnap Technology, realtà emiliana titolare di una nuova tecnologia di packaging: una confezione per liquidi e semiliquidi che si apre con una sola mano e consente di erogare il contenuto in modo preciso, pulito e senza sprechi, con vantaggi in termini di usabilità e accessibilità. La macchina che produce le confezioni, assai avanzata è stata realizzata seguendo un percorso che risponde e rispetta in maniera completa i dettami del 4.0, i requisiti indicati dal Piano Calenda.
Per un prodotto e un’applicazione tanto innovativi in termini di performance e flessibilità (come l’Easysnap), c’è un workflow produttivo altrettanto innovativo: un percorso 4.0 completo che comincia dalla realizzazione di un gemello virtuale della macchina con il modulo Mechatronics Concept Designer di NX, per una prototipazione e conseguente simulazione virtuale ancor prima che inizi la produzione reale, con evidenti benefici in termini di costi. Passando alle fasi di ingegnerizzazione e produzione, dal mondo dell’automazione al mondo elettromeccanico, dal condition monitoring fino all’analisi e valorizzazione di tutti i dati e le informazioni di produzione all’interno di MindSphere. La macchina è inoltre dotata delle più recenti e performanti dotazioni tecnologiche Siemens.

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