MERCEDES-BENZ Intelligenza artificiale e realtà aumentata: Mercedes corre con il 4.0

MERCEDES-BENZ Intelligenza artificiale e realtà aumentata: Mercedes corre con il 4.0

MBUX: funzioni predittive e di controllo da remoto dei dispositivi domestici.

Gli si può chiedere (quasi) di tutto: quali sono le condizioni meteo o come sta andando la Borsa, ma anche di accendere o spegnere le luci di casa. “Non sembra di dialogare con un assistente virtuale” sottolinea Lorenzo Caputi, Product Manager Connected Services di Mercedes-Benz Italia. Il sistema multimediale MBUX è la nuova interfaccia di intelligenza artificiale realizzata dalla casa tedesca: una tecnologia presentata per la prima volta, e non a caso, in occasione del Consumer Electronic Show di Las Vegas e che ha fatto il suo esordio a bordo dell’ultima generazione di Classe A. Si tratta di uno dei sistemi di infotainment più evoluti sul mercato, con cui Mercedes-Benz ha equipaggiato diversi modelli. E con cui il rapporto uomo-macchina viene rivoluzionato.

Come funziona MBUX?
L’acronimo sta per Mercedes-Benz User Experience e rappresenta una rivoluzione nel settore automotive. È, infatti, in grado di ridurre la distanza tra uomo e macchina combinando comandi intuitivi e naturali con un software intelligente che apprende dall’esperienza e rivoluziona l’interazione tra uomo e automobile. Una nuova era della digitalizzazione che attraverso il sistema di infotainment MBUX pone l’uomo al centro e porta l’intelligenza artificiale ad un livello di umanizzazione mai visto prima. Non un semplice assistente vocale, ma la porta di accesso ad un universo di servizi immediatamente accessibili con una parola: Hey Mercedes!

Riconoscimento di frasi e non più soltanto comandi: un vero e proprio dialogo con l’auto?
Dicendo che si ha caldo o si ha freddo, la temperatura viene abbassata o alzata. Non occorre chiedere di attivare il condizionatore. Ma le  funzionalità predittive sono diverse. Un esempio: se si fa una telefonata a una determinata persona ogni giorno, alla stessa ora, il sistema recepisce l’abitudine e suggerirà poi di effettuare quella chiamata. In alcuni modelli la predittività si realizza anche attraverso l’interazione tra navigatore e luci che, grazie alle informazioni condivise con il sistema di navigazione, si adattano in anticipo per offrire la massima visibilità, ad esempio, nell’immissione in una rotatoria.

Ma quali sono le funzioni di infotainment e comfort supportate?
MBUX può comprendere domande complesse e rispondere velocemente su argomenti che vanno dalla cultura generale allo sport, fino all’andamento della Borsa. Siamo quindi passati da un sistema chiuso e dipendente da realtà esterne a uno sviluppato in house e aperto all’integrazione con servizi e app, che possiamo customizzare e implementare. In più, tramite Mercedes Me, il proprietario può monitorare la sua auto con lo smartphone, il pc o il tablet e acquistare poi servizi da remoto.

Quando si parla di controllo da remoto, cosa significa in concreto?
È interessante l’interazione tra la vettura e la domotica domestica. Vuol dire che, grazie alla digital platform Mercedes Me e sfruttando la compatibilità con i più comuni dispositivi come ad esempio Amazon Echo o wearable device come gli smartwatch Garmin, si possono gestire direttamente dall’abitacolo dell’auto dispositivi della propria abitazione o viceversa “parlare” con la propria Mercedes da casa. Nel primo caso, ad esempio, possiamo accendere e spegnere luci e riscaldamento a distanza, nel secondo chiedere quanto carburante c’è prima di entrare nel veicolo, controllare la pressione dei pneumatici, il livello di carica della batteria o geolocalizzare la nostra auto. Chiaramente per motivi di sicurezza da remoto non si può accendere l’auto, ma possiamo attivare a distanza l’aria condizionata o il riscaldamento a bordo di vetture elettriche o plug-in. Inoltre, già oggi su alcuni modelli, è possibile effettuare una manovra di parcheggio attraverso lo smartphone, rimanendo fuori dall’abitacolo: una funzionalità utile in situazioni con spazi limitati (ad esempio quando, una volta parcheggiata l’auto, non potremmo aprire la portiera).

Promettete personalizzazioni a seconda del guidatore.
L’Internet of Things offre oggi, anche a bordo di un’automobile, infinite opportunità per non rinunciare a nulla e sempre in piena sicurezza. Possiamo ascoltare la nostra musica preferita, in streaming on demand, oppure regolare la grafica e i colori dell’abitacolo, ricevere informazioni su ristoranti, alberghi, previsioni meteo e persino il risultato della nostra squadra del cuore. Grazie all’interazione con dispositivi indossabili compatibili, l’auto è anche in grado di recepire parametri relativi allo stile di vita, come il livello di stress, e regolare di conseguenza l’illuminazione interna, con una scelta di ben 64 varianti di colore, scegliere le canzoni più adatte e eventualmente attivare la funzione di massaggio.

Fino a che punto viene spinta l’intelligenza artificiale?
L’obiettivo è quello di sfruttare l’intelligenza artificiale al massimo delle sue potenzialità, toccando tutti gli aspetti ed anticipando necessità e bisogni dei nostri clienti. Oggi, attraverso un’app dedicata e la tecnologia NFC è persino possibile condividere l’auto, in famiglia o all’interno di un piccolo network di amici o colleghi, ottimizzandone l’utilizzo, soprattutto in ambiente business.

Quale utilizzo avete fatto della realtà aumentata?
La realtà aumentata e la navigazione predittiva analizzano le abitudini e suggeriscono possibili destinazioni in tempo reale, consigliando anche hotel e ristoranti. Il conducente ha un supporto in più in caso di necessità: non ha bisogno di guardare la mappa e interpretarla perché c’è una telecamera che inquadra lo scenario, mentre sul display appare l’immagine integrata con la segnaletica e una freccia virtuale che indica la direzione. Se ci sono segnali di lavori in corso, la vettura li “legge” e indica i nuovi limiti. In tal caso, con la guida assistita, la velocità diminuirà automaticamente. Inoltre, attraverso il protocollo Car-to-X, è in grado di segnalare eventuali situazioni di pericolo e incidenti. In futuro, grazie alla realtà aumentata, si potranno anche attivare offerte e servizi.

Insomma, avete creato vere e proprie supercar.
L’automobile, dopo la casa e l’ufficio, è considerata il terzo living, per questo c’è l’esigenza di creare continuità rispetto alla vita relazionale quotidiana con informazioni che però non disturbano la guida, perché la sicurezza è un fattore per noi imprescindibile. Questo è il futuro: l’automobile come spazio vitale perfettamente integrato nell’Internet of Things.

In questo pacchetto non poteva mancare la diagnostica predittiva: quali sono le applicazioni in uso?
Attraverso Mercedes Me, la macchina è connessa e comunica al concessionario le proprie esigenze. Quest’ultimo, a sua volta, informa il cliente. È un sistema che facilita la vita di entrambi, anche perché la diagnostica predittiva limita al minimo i tempi di fermo vettura rispetto ai programmi standard.

L’alta tecnologia richiede sempre più spesso delle conoscenze che chi acquista non ha. Un aspetto che riguarda anche chi lavora nell’assistenza: come risolvete questo problema?
Dobbiamo fare in modo che la tecnologia sia semplice nella fruizione, anche se complessa nella progettazione: questa è la logica che ha guidato Mercedes-Benz. Molte novità sono state introdotte nel momento in cui ci siamo resi conto di poterle mettere a disposizione del cliente in maniera accessibile. Meccanici e venditori devono avere competenze sempre più vaste, ora c’è più distinzione nei ruoli professionali. Prima il venditore era l’unico referente di chi acquistava, oggi abbiamo introdotto nuove figure come ad esempio il Product Expert che ha il compito di guidare il cliente in una vera e propria esperienza di acquisto. Per questo, la formazione è fondamentale. La sviluppiamo anche attraverso importanti progetti di recruitment come Mercedes Vivaio che mette in relazione giovani di talentocon l’offerta di lavoro della nostra Rete di concessionarie.

In quale modo viene gestita e tutelata l’enorme mole di dati raccolti dai vostri sistemi?
Con un sistema proprietario, i dati non sono ceduti a terzi e la sicurezza informatica è ai massimi livelli. Vale anche per noi dipendenti che utilizziamo sistemi criptati e cloud avanzati.

Email to someoneShare on LinkedInShare on FacebookTweet about this on Twitter